I distretti del cibo italiano si sono messi in rete: qualche giorno fa è nata la “Consulta nazionale dei Distretti del cibo”, costituita ad oggi da 20 distretti, dalla Sicilia al Veneto, che sono stati valutati come strategici per lo sviluppo dell’intero settore e ammissibili al finanziamento con progetti pronti.

A guidarla sarà il presidente Angelo Barone (del Distretto delle Filiere e dei Territori di Sicilia in Rete), con il consiglio direttivo formato da Ignazio Garau (Distretto Bio Slow delle Puglie) vice presidenti, Fabio Fabbri (Distretto Val d’Arno Superiore) Gianni Capalbi (Distretto Rurale Colline e Montagne Materane) Fernando De Marchis (Distretto Agroalimentare di Qualità dell’Ortofrutta Agro Pontino), Gianpaolo Bilato (Distretto Latte Lombardo), Giuseppe Oddo (Sikania Distretto del Cibo Biomediterraneo) e Federica Argentati (Distretto Agrumi di Sicilia).

 

Con la costituzione della Consulta, i Distretti del Cibo aderenti hanno espresso la necessità di fare rete, rafforzare la capacità progettuale e di iniziativa dei territori per una migliore gestione delle risorse disponibili e affrontare la sfida del rinnovamento del comparto agroalimentare italiano.

La Consulta non ha scopo di lucro e sarà il luogo di rappresentanza dei Distretti che operano in ambito rurale e agroalimentare e che potranno promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori trovando il giusto equilibrio tra “ecologia ed economia”.

Tra gli obiettivi si propone di interloquire con le istituzioni, enti economici e sociali; promuovere leggi e finanziamenti che ne garantiscano lo sviluppo; creare sinergie con il mondo accademico; contribuire alla crescita sostenibile dei territori: ambientale, sociale, economica; tutelare l’enorme patrimonio culturale, turistico, paesaggistico ed enogastronomico italiano.

Approfondisci