Negli ultimi anni la montagna ha iniziato a vivere una fase di rinascita, come testimoniato da borghi e borgate soggette a nuovi fenomeni di ripopolamento o da piccoli paesi che stanno combattendo, con soluzioni innovative, l’isolamento.

Nel torinese, l’ultima esperienza è l’introduzione di una nuova figura professionale, ovvero quella dell’“assistente di borgata”. Questa figura avrà il compito di essere promotore di progetti di sviluppo e di sostegno, per incrementare relazioni utili nelle comunità locali, per l’accesso ai servizi nel territorio; si occuperà di valorizzare le comunità montane, incrementare i servizi e aiutare le persone più fragili e di ricucire il tessuto sociale rafforzando nuove reti, affinché la montagna possa rinascere a nuova vita.

Nella pratica, l’assistente di borgata sarà un punto di riferimento per le comunità montane: si occuperà di offrire un supporto agli anziani negli impegni quotidiani, dal fare la spesa al recarsi alla posta, seguire i più piccoli nei compiti e aiutare, specialmente nell’ambito dell’assistenza domiciliare, persone che vivono nelle aree isolate e marginali e che necessitano di risposte immediate ai loro bisogni.

Proprio nell’ultimo anno, l’emergenza Covid ha messo ancora più in luce la necessità di far collaborare nuove figure professionali con coloro che già operano nell’ambito socio-assistenziale. Nelle aree montane, ad esempio, sono già presenti gli infermieri di comunità, che offrono assistenza a coloro che vivono nei piccoli paesi montani più isolati, con servizi di telemedicina e assistenza territoriale.

L’iniziativa fa parte del programma europeo Interreg Alcotra da cui nasce il progetto “Cuore Solidale” per sperimentare, in un’ottica transfrontaliera, nuove e buone pratiche legate ai servizi sociali innovativi e sostenibili nelle aree montane e rurali. La Città Metropolitana di Torino, capofila del progetto, ha collaborato in sinergia con due agenzie formative nell’area che coinvolge l’arco alpino situato tra Italia e Francia e che conta più di 600 borgate tra valli piemontesi e francesi.

Gli assistenti di comunità sono un fondamentale tassello di un ingranaggio che vede la montagna riattivarsi grazie a nuovi operatori che si occuperanno di intercettare le persone più fragili e bisognose, coinvolgendo le comunità affinché, con le esperienze apprese, possano proseguire su questa strada in autonomia.

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Foto di eberhard grossgasteiger da Pexels