Fluminimaggiore, un piccolo Comune di 3500 abitanti nel Sulcis delle miniere dismesse, in crisi da spopolamento e abbandono, grazie alla guida di un Sindaco visionario e con una comunità di circa trecento abitanti che si costituisce in cooperativa, trova il sostegno della Legacoop per l’avvio del progetto “Happy Village”.

L’idea è quella che vedrà – a partire dal nuovo anno – l’apertura di cantieri e lavori stimati in circa 10 milioni di euro, per risistemare le abitazioni abbandonate, anche grazie all’ecobonus che farà da volano, con l’obiettivo di accogliere e offrire servizi a pensionati che potrebbero trovare attraente trasferirsi nel paesino sardo.

“Happy Village” nasce da una intuizione del Sindaco Marco Corrias, dopo che un suo collega del Settentrione aveva deciso di comprare una casa proprio a Fluminimaggiore, considerandolo un paese ideale, per la sua collocazione in montagna sebbene a poca distanza dal mare, abitato da persone cordiali e situato in un luogo tranquillo con l’aeroporto a poco più di un’ora. Ecco dunque, l’idea di recuperare parte delle 400 abitazioni abbandonate del paese e metterle a disposizione di chi, soprattutto pensionati del nord, avesse voluto trasferirsi lì e offrire loro servizi attraverso una cooperativa costituita dai residenti.

L’utilizzo dell’ecobonus al 110% permetterà di mettere in moto lo sviluppo progettuale, grazie alla Legacoop Sardegna che ha messo assieme un gruppo di imprese che hanno acquisito i crediti di imposta dei soci della Cooperativa e che inizieranno a risistemare a costo zero le loro abitazioni. Le opportunità offerte dall’ecobonus e da “Happy Village” costituiscono una leva straordinaria per combattere lo spopolamento, dal momento che fra l’altro, il progetto prevede che chi si trasferisce acquisti la residenza a Fluminimaggiore e trascorra lì gran parte dell’anno. In cambio, la Cooperativa di comunità garantirà tutti i servizi necessari, compresa assistenza medica costante e, in futuro, anche un servizio di primo intervento sanitario.

Inoltre, i lavori di risistemazione degli stabili sono stati affidati in gran parte ad imprese della zona, con una ricaduta concreta sull’occupazione. Oltre duecento persone hanno già manifestato la volontà di trasferirsi nel paese di Fluminimaggiore, che diventa così un “paese pilota” in Sardegna quanto a politiche anti-spopolamento e modelli innovati di sviluppo locale.

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Foto: trolvag, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons