DOVE: Comune di Toscanella di Dozza (BOLOGNA)

FORMA GIURIDICA: Progetto sociale all’interno della Centro occupazionale La Tartaruga

AVVIO DELLE ATTIVITÀ: Il Pollaio Sociale è un pollaio domestico che nasce nel 2015

NUMERO DI OCCUPATI: 27

SITO WEB: http://www.latartaruga.coop/

DESCRIZIONE: Il Pollaio Sociale è un’idea che nasce all’interno del Centro occupazionale “La Tartaruga”.
“La Tartaruga” è gestito dalla Cooperativa Sociale Seacoop ed è un centro a carattere lavorativo protetto e socializzante che accoglie persone con disabilità -cognitive e relazionali medio-gravi e fisico-motorie più lievi- che abbiano sufficienti autonomie funzionali e residue potenzialità lavorative.

Il Pollaio Sociale è una delle tante attività proposte dal Centro “La Tartaruga”, che prevede la possibilità di svolgere attività lavorative all’aperto (orto/giardinaggio e pollaio) e all’interno (laboratori artigianali di ceramica, legno e carta riciclata), attraverso il coordinamento di piccoli gruppi di persone.
Si tratta di un pollaio domestico che nasce nel 2015 dall’idea di un’agronoma (che collaborava col Centro) di offrire alla cittadinanza la possibilità di adottare le galline. Inizialmente c’erano 35 ovaiole rosse, ma questa formula ha avuto un grande successo, così oggi le galline sono diventate 70. La formula è semplice: con circa 100€ si adotta una gallina per un anno. Quando le galline fanno le uova, si procede alla raccolta e alla pulizia (attenzione: le uova non si devono lavare perché si rischia di danneggiare il guscio che è una barriera che difende albume e tuorlo dai microrganismi); quindi le uova vengono confezionate in cartoni da 6. Sul cartoncino della confezione viene applicata l’etichetta con il marchio e si scrive a penna la data della raccolta. Dopodiché, dall’elenco delle persone adottanti si contattano, a rotazione, i clienti: la persona viene avvisata nel giorno della raccolta e ha poi 20 giorni a disposizione per il ritiro. Sono personalmente i ragazzi del centro, con la loro grande capacità di accoglienza e disponibilità alle relazioni, che si occupano dei clienti e della distribuzione delle uova.

Il Pollaio Sociale non è un’attività imprenditoriale: l’idea nasce, infatti, dalla voglia di poter costruire delle “relazioni continuative” che non erano frequenti prima dell’avvio del Pollaio Sociale e delle altre attività di laboratorio pensate nell’ottica di rivolgersi a dei veri e propri clienti.
Il Centro “La Tartaruga”, infatti, si trova a 3 km dal paese più vicino quindi non è un luogo di passaggio frequente. Per questo è vincente una formula come quella dell’adozione che garantisce che ci sia un’interazione continua con i clienti che arrivano sistematicamente quando è il loro turno, su chiamata del Centro. I clienti, quindi, non si appropriano di una gallina da mantenere, ma sposano la causa sociale e culturale che identifica il progetto come ecologico e connotato dall’inclusione sociale, dal piacere per le differenze, dal riconoscimento delle persone, dalla tutela dell’ambiente da cui discende la qualità dei prodotti, come condizione eco-sistemica di benessere complessivo (e collettivo).

Il Pollaio Sociale non è, quindi, un’attività imprenditoriale “pura” per questo il Centro “La Tartaruga” non ha interesse ad aumentare il numero delle galline e dei clienti. Tuttavia, è stato depositato il marchio “Pollaio Sociale”, perché si ritiene che sia interessante la possibilità di replicare il progetto. Per affiliarsi al marchio vanno rispettati alcuni parametri che sono stati formalizzati in un regolamento, sia per l’uso del marchio stesso che per le caratteristiche del pollaio.
Ad oggi, questa esperienza è stata replicata da una cooperativa di Bologna che l’ha realizzata presso un’azienda agricola. Un altro Pollaio Sociale sta aprendo a Villa Verrucchio (RN), uno a Brescia e un altro a Cesena e forse l’idea potrebbe arrivare anche in Sicilia. La prospettiva è quella di poter diventare una rete che sia promotrice degli stessi principi ad ampio raggio.
Il Pollaio Sociale è dunque replicabile anche da parte di aziende agricole: Seacoop è stata infatti già contattata da aziende che hanno capito e condiviso il senso dell’iniziativa e si stanno interfacciando con attori del terzo settore del loro territorio per creare quella sinergia che serve a preservare e rispettare l’identità del progetto.

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