Con la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021, le Nazioni Unite hanno inaugurato la Decade 2021-2030 per l’Ecosystem Restoration, ovvero la Rigenerazione degli Ecosistemi.

Si tratta di un movimento globale che ha l’obiettivo di combattere la fame, le ineguaglianze e il degrado ambientale. Ogni anno la popolazione mondiale utilizza le risorse di oltre un pianeta e mezzo per sostenere il proprio stile di vita: la decade della Nazioni Unite intende lanciare una sfida a tutti i settori per promuovere un modello di sviluppo rispettoso della natura.

Tra l’altro, un nuovo tipo di agricoltura che segue questi principi è l’agricoltura rigenerativa. Si tratta di un insieme di tecniche per ricostruire la vitalità del terreno, per nutrire il suolo mentre si produce il cibo. Nient’altro che un tipo di economia rigenerativa (che è poi un altro modo per chiamare l’economia circolare), dove la “rigenerazione” indica innanzitutto la cooperazione tra specie, supportata da una ricca biodiversità, sia all’interno che all’esterno dell’azienda agricola, incrementando il numero di specie vegetali coltivate e animali allevati, che è poi ciò che definisce un ecosistema.

La necessità di rigenerazione degli ecosistemi si è sostituita alla semplice conservazione della Natura. Pensare in termini di rigenerazione costringe l’essere umano a rientrare nel ciclo naturale e a rendersi conto di non fare parte a sé.

Si tratta, in generale, di aiutare tutti gli ecosistemi a rigenerarsi, non solo rimuovendo le pressioni che alterano gli equilibri naturali, ma anche con azioni dirette, come la piantumazione di alberi o il rewilding. Qualsiasi ecosistema può essere rigenerato, dalle foreste alle campagne, dalle paludi agli oceani fino alle città, ognuno con la strategia e il ritmo più adatti. È una questione innanzitutto di sopravvivenza, e quindi non ha prezzo. Da qui al 2030, il ripristino di 350 milioni di ettari di ecosistemi terrestri e acquatici degradati, potrebbe generare 9mila miliardi di dollari in servizi eco sistemici.

Per essere ancora più incisivi, l’Unep (programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) ha pubblicato un vero e proprio manuale per il ripristino degli ecosistemi, con istruzioni pratiche per cominciare ad agire, sia collettivamente che singolarmente, sul piano politico e su quello personale, a partire dal luogo dove si vive e dalle proprie scelte di consumo.

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